
I met Carmen on monday; in the evening, after a terribly long day I was waiting for a miracle to happen and give some sense to my time. So I pulled her from the telephone and forced to meet me. After 7 years. We walked through Catania´s boulevards, ordered an aperitief and walked again. We spent 4 hours together, but it looked like those were not enough. My first memories are of Carmen, calling me Giupeppe from her tricycle through the barks of Wolf, my godmather´s german sheperd. She opened herself to me and told me some of her secrets; I did the same with mines, feeling comfortable, and happy to have met her accidentally. So nice to feel so close to a person you barely contact and never see.
Giancarlo picked me up, as if he were doing it every day, as if time had never passed, as if I never flew to The Netherlands. This time we were with the two of us, and headed to the Ostello, a Youth hostel built on the subterranean river flowing under
Thanks ladies, I hope Charlie will let our ways meet again.
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Translated in italian upon request:
Ho incontrato una mia cugina che non vedevo da 6 anni. Abbiamo passeggiato per I viali di Catania, bevuto un aperitivo, e parlato per ore. Sentirsi cosí vicino ad una persona con cui raramente si é in contatto é stupendo. Le mie memorie piú remote sono di lei su un triciclo che mi chiama Giupeppe, avevo credo 4 anni, e lei 1. Si é aperta con me, e mi ha raccontato alcuni dei suoi segreti. A mio agio, ho fatto lo stesso con i miei. Sono contento di averla incontrata per caso.
Giancarlo mi é venuto a prendere come se lo facesse ogni giorno, come se il tempo non fosse mai passato e non fossi mai fuggito in Olanda. Questa volta eravamo noi due da soli, e ci siamo diretti all’Ostello, che é costruito sul fiume sotterraneo che scorre sotto Catania. Era lunedí notte, e ciononostante I tavolini erano pieni di giovani che bevevano birra e fumavano erba. Nessuna ragazza é riuscita ad intromettersi nel nostro dialogo, ed eravamo vicini e felici ed orgogliosi – la birra assumeva il commando sull’adrenalina del giorno. Ci siamo diretti verso La Chiave, un posto dove mi ubriacavo a birra corretta con vodka alla pesca quando avevo 16 anni, ma siamo riusciti a raggiungere solo l’Irish pub. E lí abbiamo visto 4 angeli, seduti su sgabbelli, che cantavano i loro richiami al microfono, e che battevano le ali su di noi. Florinda ci affascinava con la sua voce sorridente, mentre le sorelle De Franco formavano una base semplice ma solida – tutto ció che ti potresti aspettare da della buona musica pop; Erica avvolgeva il tutto con il suo violino, e dirigeva con lenti movimenti degli occhi. La musica fluiva diretta, cruda e incorrotta, e mi faceva pensare a Musica Nuda di Perrucci e Magoni. Giancarlo si é deciso ad avvicinarsi ad Erica, e le ha chiesto il permesso di pubblicare questa foto su questo blog; Charlie era introvabile, e quindi Erica é rimasta a parlare con noi per tutta la pausa. I whiskey che avevo bevuto ebbero effetto sul mio stomaco vuoto, e sono riuscito a rendermi ridicolo per l’n-sima volta, ballando, da solo, sul loro ultimo pezzo. Eppure non ho esitato a ringraziarle per aver trasformato questo giorno meraviglioso in una notte indimenticabile.